Hanno Scritto
Vittorio Sgarbi
Carissimo,
ha ragione quando afferma che nel proporre un certo prodotto per la vendita ci
vuole una presentazione adeguata o superiore per invogliare l'acquirente. Non
credo che sia sempre così nelle opere d'arte. Naturalmente, le sue sculture
devono essere conosciute e devono trovare un luogo idoneo alla loro
valorizzazione. Si rende conto che un piccolo centro di provincia non potrà dare
la notorietà e non favorirà la vendita delle sue opere. Se vuole un mio
giudizio, direi di continuare a lavorare, ma, soprattutto, di farsi conoscere
fuori da Mola, perché le sue sculture sono buone.
Vittorio Sgarbi - Ro Ferrarese, 20 Giugno 1994
Stefano Zecchi
Gentile sig. Ruggieri, le sue opere hanno vera grande forza espressiva: da quello che intuisco attraverso le fotografie lei ha anche acquisito una buona tecnica, generalmente difficile da apprendere in scultura. Le auguro tutta la fortuna e il successo che merita. Molti cari saluti.
Stefano Zecchi - Milano, 9 giugno 2003
Giovanni Papapietro
Egli ricerca il volto umano; e lo ricerca con la materia più difficile e friabile: il "tufo". Vuol fissare una forma compiuta con la materia che più cede e sembra rifiutarla. Perciò è da considerare come scultore difficile, che, camminando su un terreno incerto ricerca certezze.
Giovanni Papapietro - Bari 1977
Antonio Rubino
Per il genere materico preferito dalla sua esperienza d'artista, lo scultore Nicola Ruggieri si presenta alla nostra considerazione meritevole di encomio, anche per il suo modo particolare di voler ricercare, scoprire, interrogare il tufo o la pietra, per il suo caparbio voler conferire un'anima al gesso o al piombo, che plasma a mò Demiurgo.
Antonio Rubino - Mola di Bari 1979
Valeria Nardulli Caforio
... il filo conduttore della mostra potrebbe sembrare la figura umana, ma in realtà essa costituisce solo il punto di partenza per una maggiore astrazione, che dalla materia porta allo spirito e che porterà l'artista ad uno approfondimento del simbolismo e dell'astrattismo. Le sculture presentano a volte delle sproporzioni anatomiche, volute proprio per indicare l'aspirazione verso l'alto. L'autore evidenzia in ognuna di esse, come la difficoltà del processo creativo scultoreo è proprio nel rapporto artista-materia: quasi toccandola il meno possibile, essa ti risponde. C'è così una maggiore evidenziazione della espressione. Notiamo come partendo dalla anatomia e quasi tralasciandola, si prosegua poi nell'emotività e nella spiritualità interiore.
Valeria Nardulli Caforio - Mola di Bari 2000
Romano Conversano
Guardando le sue sculture, rilevo così forte la certezza che la sua arte non soggiace agli infiniti manierismi che oggi, in Italia e in ogni paese hanno preso il posto della scultura. La sua volontà di ricercatore di forme è ostinata, la forza del magma che contiene la forma da liberare è ribollente. E' una tensione interna, maschia e grave: la sento, mi piace la sua scultura, caro Ruggieri.
Romano Conversano - Milano 1999
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